Email marketing. La lista è lunga, ma non sempre mobile.

Pubblicato il 2011/12/14 da Ivana Visintainer in Guadagnare

E’ vero. La acquisizione di nuovi clienti farà del vostro business, un business sempre in crescita, e comunque le statistiche parlano chiaro: ogni cinque anni la lista dei clienti si dimezza di circa il 50%.

Dunque, per una impresa online il bene più prezioso sono i clienti potenziali, almeno tanto quanto quelli attuali, la lista dei contatti attivi.

Mettere in atto costantemente delle strategie per il reperimento di nuovi nominativi è di vitale importanza, un obiettivo da perseguire con assiduità e impegno anche se è la metà rimanente, ovvero gli attuali clienti, quelli che continuano a tornare e a fare acquisti, il fulcro su cui concentrare le più attente politiche di fidelizzazione.

Sono loro, i clienti affezionati, la linfa vitale della vostra attività, e la priorità assoluta è che si sentano sempre valorizzati. Sai come? Ad esempio, conoscendo quale può essere la loro massima priorità: è la affidabilità, la qualità e l’efficienza, o sono i costi?

Non c’è poi da stupirsi, se non è per motivi di prezzo che possono passare alla concorrenza…

Altra arma a doppio taglio, per chi mette in atto delle campagne di email marketing per reperire nuovi clienti, è la errata valutazione dei risultati effettivi che si possono ottenere da questo tipo di strategie. Il cosiddetto ROI (acronimo di Return Of Investment, misura l’efficacia dell’investimento), indica i risultati ottenuti in rapporto al denaro investito, ma non può essere ridotto solo a questo aspetto.

Il successo di una campagna DEM (Direct Email Marketing, il Marketing tramite l’invio di email), non può essere misurato solo dal numero di nuovi sottoscrittori, sicuramente già di per sé un parametro felice e attendibile, oltre che certamente misurabile, ma il suo valore deve essere considerato pienamente, nella sua interezza e complessità.

Nell’immediato quindi, si possono valutare tutti i dati tracciabili, il numero di emails inviate, e quante persone hanno ricevuto e letto il messaggio, in  quante l’hanno cliccato e quali link sono stati cliccati, oltre all’ammontare delle vendite evidentemente, ma il potenziale di visibilità presso tutti quelli che ne hanno solo posticipato la visualizzazione, è molto più intangibile e comunque molto reale!

Ed è questa, una componente che nel caso di campagne pubblicitarie DEM mirate e ben preparate, ha la capacità potenziale, sebbene di non secondaria importanza, di fare emergere il marchio della azienda (il brand), influenzandone di fatto la riconoscibilità e la popolarità molto più profondamente di quanto a prima vista non possa sembrare. In grado quindi, di modificare sensibilmente le visite al sito in modo più significativo in prossimità del termine stesso della campagna, ma anche nel periodo immediatamente successivo.

Sulla base di queste indicazioni, il dato che registra l’andamento di questi flussi il cosiddetto CTR, il tasso di conversione delle iscrizioni alla newsletter, può essere utilizzato per condurre varie misurazioni sulla efficacia della campagna in atto, e in momenti diversi e successivi.

E’ interessante osservare, per esempio, il caso in cui il CTR risulti molto basso e che ci siano solo poche iscrizioni, fatto questo, dovuto molto probabilmente ad una scelta errata del profilo utente, non appropriato per quella campagna e composto di persone senza un reale interesse nei confronti dei prodotti proposti. Era sbagliato il targhet.

Oppure il caso contrario, un CTR soddisfacente e molte visite e click, ma senza vendite, e qui il problema sta in una probabile mancata coerenza informativa tra il messaggio della newsletter e l’offerta proposta nella pagina web. Se il contenuto del messaggio non trova supporto e approfondimento in una pagina di vendita che non è in grado di valorizzarne i punti di forza, il calo di credibilità avvertito produrrà un appiattimento dell’effetto auspicato, è sarà caratterizzato da una bassa conversione verso le vendite. Qui il deficit è nella comunicazione.

Insomma, è indubbia l’importanza e l’utilità di poter misurare ogni segmento nel business online, sarà così più semplice intervenire tempestivamente per correggere il tiro là dove si evidenziano degli errori, o dei punti di debolezza.

E una buona tecnica di email marketing avrà il benefico effetto di reperire nuovi contatti, e apportare sempre nuovi iscritti alle newsletters, una ottima base di partenza da cui trarre profitto per infondere vera linfa vitale e rinnovare di continuo la lista dei contatti.

In conclusione, sono moltissimi i dati che offre la rete per ottimizzare al meglio le attività di business online, ed ottenere dei risultati a volte sorprendenti. Ma bisogna sapere quali sono, come valutarli e come utilizzarli.

Le campagne di email marketing tra l’altro, sono solo una piccola parte dei tanti mezzi che possono essere messi in campo per consentire la costruzione di un buon database, composto di persone interessate realmente ai contenuti proposti.

Molte altre possibilità di utilizzare i canali pubblicitari del web le ha raccolte con la consueta chiarezza e completezza di informazioni Mauro Franco, le sue orami famose guide hanno fatto scuola, e la fortuna di molti, nel web.

I suoi prodotti sono un must per chi ha già una impresa online, e per chi comincia ora a muovere i primi passi e dell’argomento vuole sapere tutto, ma proprio tutto. E pure di più.

Buon proseguimento.

Ivana Visintainer

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4 Commenti a “Email marketing. La lista è lunga, ma non sempre mobile.”

  1. Krikko

    Fantastico articolo Ivana, mi è piaciuto proprio un sacco! Chiara, precisa, e utile! :)

    Krikko

  2. Ivana

    Ciao Krikko,

    sì, l’argomento mailing list è spesso croce e delizia di chi opera online.

    Come a dire, chi ben opera… ha la lista che si merita!

    Scusa il ritardo con cui ti ho risposto.

    Ivana

  3. Michele

    Buongiorno sig.ra Ivana, ho letto l’articolo con molto interesse, perché da Lei si impara sempre.

    Ultimamente, grazie alle guide di Mauro Franco, cerco di improntare una buona pianificazione sulle campagne relative alle mie mailing list.

    Vedo che l’argomento non è per niente facile, e la devo ringraziare per le sue precisi e professionali puntualizzazioni.

    Buona vita

    Michele Lo Coco

  4. Ivana

    Salve Michele,

    sì, è troppo importante costruirsi un buon database per non formulare una pianificazione ben chiara, e per obiettivi sia a breve che a lungo termine. Se non altro per l’impegno che questo richiede, e i risultati che possono essere raggiunti.

    Ma so che sei un buone mani… quindi buon proseguimento!

    Ivana

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