Guadagno Soldi e felicità
Di solito faccio molta fatica a separare gli argomenti dei miei articoli da quello che penso, o dalle cose che mi succedono durante la giornata, o alle persone che mi circondano.
In questo periodo la maggior parte delle persone è preoccupata dalla crisi, crisi di qua, crisi di là, i politici che rubano, le banche che ci schiavizzano, ecc.
Questi problemi occupano ovviamente anche parte della mia mente, solo che grazie a Dio, o a me, ho sempre avuto una grande allergia ai problemi “insolubili”, perché sono fermamente convinto che ogni situazione, per quanto grave, possa sempre essere migliorata e anzi, più una situazione sembra compromessa, maggiori sono (ovviamente, se ci pensate) i margini di miglioramento.
Tutto parte da una considerazione ovvia, ma che tutto il mondo sembra avere dimenticato, e cioè che il denaro serve per vivere, ma non si vive per il denaro. Di conseguenza, a meno che non si stia morendo di fame (il denaro in ogni caso non si mangia), per quanto possa essere importante, per quanto possano essere difficili questi momenti, diamo al denaro il posto che si merita nella nostra gerarchia di valori.
(Questo è anche un consiglio spassionato, perché se non si fa autonomamente questa operazione, poi ci pensa la vita a farcelo capire in vari modi).
Certo è che se chi legge questo articolo è convinto che la vita sia solo una corsa per guadagnare soldi, può già smettere di leggere e dedicarsi ad altro.
Caso mai potrebbe dedicarsi a capire qual è il vero motivo di questa situazione, e di certo non sarò io a parlarne in questo articolo, e lasciare perdere queste considerazioni perché parlano di cose che non hanno assolutamente a che fare con il denaro, bensì con la qualità della vita.
Ora tutti in coro: “Come? Senza denaro che qualità della vita ci può essere?
Ma allora, perché da più parti si vedono persone in teoria povere ma molto serene e felici? E allo stesso tempo persone ricche infelici, nonostante tutti i soldi che possiedono?
Quello che scrivo può apparire banale, ma se qualcuno ha mai fatto un viaggio fuori dall’Europa (attenzione, un viaggio vero, non in un villaggio turistico “all inclusive”, bisogna andare per la strada… ), oppure ha anche solo visto qualche documentario ben fatto, avrà notato la serenità e la gioia negli occhi di persone che, rispetto a noi possiedono infinitamente meno oggetti materiali e denaro. Ma sembra abbiano qualcosa in più.
E che cosa è quel qualcosa in più? Semplice, la loro serenità e la loro gioia non dipendono dal denaro, ma da altre cose.
Quindi, quello che anche noi dobbiamo fare è uscire dall’ossessione del denaro, e cercare di essere sereni e felici anche senza. Come? Coltivando noi stessi, le nostre relazioni, la nostra salute, migliorando e crescendo come persone.
Se non abbiamo abbastanza soldi per andare in vacanza, facciamo dei picnic fuori porta, riscopriremo che non è tanto importante quello che si fa, ma con chi lo si fa, il nostro partner, o i nostri figli.
Se uscire per andare al ristorante è una spesa troppa alta, impariamo a cucinare.
Se il nostro lavoro ci stressa e non ci soddisfa, vediamo se possiamo fare qualcosa di diverso, e che magari ci lascia più tempo, come un lavoro in internet.
Dobbiamo imparare a coltivare quello che nessuna crisi ci potrà strappare, e cioè noi stessi.
E se facciamo questo, è possibile che anche la situazione economica migliorerà, perché sapremo utilizzare le risorse che abbiamo in modo più produttivo ed essenziale, senza sprechi ed evitando di commettere sempre lo stesso errore, cioè pensare che si viva per il denaro, mentre in realtà il denaro serve (o serviva) per vivere meglio.
Un caro abbraccio a tutti
Andrea Ungarelli
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Gran bell’articolo Andrea..come sempre, complimenti!!
Krikko
Bravo Andrea e condivido in pieno…il denaro è un mezzo,ma non può, e non deve mai essere un fine.